Un passo evolutivo nella storia di DIALux: DIALux evo 1

La novità decisiva in DIALux evo è il concetto di edificio. L'utente genera una geometria nello spazio virtuale: può trattarsi ad esempio di un singolo locale da progettare, oppure un piano intero, così come uno o più edifici in un ambiente cittadino. Se il progettista progetta la luce in un edificio, può osservare il risultato ponendosi in un luogo prescelto. Non importa se all'interno o all'esterno dell'edificio, poiché non esiste differenza. Questa funzione è supportata da un modello di edificio intelligente, che permette all'utente di navigare all'interno degli scenari. Se ci si vuole concentrare in particolare sulla progettazione della luce di un locale, per visualizzare solo quello su cui si vuole lavorare, è sufficiente nascondere facilmente il resto.

 

Invece che offrire strumenti di costruzione che si avvicinano a un software di architettura, sono stati sviluppati nuovi metodi che ricostruiscono le geometrie in maniera razionale in conformità a file .dwg. Questo processo di ricostruzione è supportato da molti strumenti e automatismi.

 

 

 

 

Nella disposizione dei corpi illuminanti, l’utente di DIALux evo trova un supporto valido in grado di semplificare il lavoro. Ad esempio uno strumento suggerisce proposte automatiche adatte a ogni tipo di locale. I corpi illuminati saranno quindi individuati automaticamente nel numero minimo richiesto, e collocati nella posizione individuata e di conseguenza orientati.
DIALux evo nella disposizione raggruppa automaticamente i corpi illuminanti e mostra – senza intervento del progettista - almeno una scena di luce. Se le scene di luce sono calcolate una volta, il progettista può affinare le impostazioni dei valori di dimmerizzazione o RGB quasi in tempo reale, senza dover compiere un nuovo calcolo. 



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