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Consigli per l'interpretazione della legge regionale dell'Emilia Romagna

L'Emilia Romagna all'avanguardia nella legislazione contro l'inquinamento luminoso
 
La legge regionale dell'Emilia Romagna approvata nel 2003  riguarda tutto il territorio regionale e non solo piccole zone attorno a delle particolari aree in vicinanza di osservatori o parchi naturali. Inoltre la legge usa come parametro tecnico l'intensità luminosa degli apparecchi e non più il vecchio metodo del flusso disperso nell'emisfero superiore. La legge introduce un limite superiore alla luminanza delle superfici stradali. Prima dell'introduzione di questo limite ne esisteva solo uno inferiore, imposto dalle norme di sicurezza.
 
Legge regionale Emilia Romagna n° 19/03 
 

Criteri generali

 

Scopo: Riduzione dell'inquinamento luminoso, dei consumi energetici e tutela dell'attività di ricerca degli osservatori astronomici. Le norme valgono per i nuovi impianti di illuminazione esterni pubblici e privati in tutto il territorio della Regione Emilia Romagna.
Oltre alla Regione, che ha emesso la legge, alle province sono assegnate funzioni di supporto e di coordinamento. I Comuni dovranno adeguare il regolamento urbanistico e vigilare sulla corretta applicazione della legge. Gli osservatori astronomici segnalano le sorgenti di rilevante inquinamento luminoso.

 

Requisiti tecnici degli impianti di illuminazione
- emissione massima 0 cd/km per angoli >= 90°;
- utilizzo di lampade al sodio alta e bassa pressione;
- non superare il livello minimo di luminanza media mantenuta dalle norme di sicurezza; in assenza di queste, luminanza media di 1 cd/m2;
- riduzione, entro l'orario stabilito con atti delle amministrazioni comunali, dell'emissione luminosa in misura non inferiore al 30% rispetto al primo regime di operatività senza compromettere la sicurezza.

 

Monumenti ed edifici: l'illuminazione deve avvenire di norma dall'alto verso il basso; solo in caso di comprovato interesse storico-architettonico e monumentale e di quelli di pregio storico, culturale e testimoniale, i fasci di luce possono essere orientati dal basso verso l'alto.
In questo caso devono essere previsti dispositivi di contenimento del flusso disperso (schermi o alette paraluce).

Impianti sportivi: l'illuminazione di impianti sportivi deve essere realizzata in modo da evitare fenomeni di dispersione di luce verso l'alto e al di fuori dei suddetti impianti.


Deroghe
1) per impianti con emissione complessiva al di sopra del piano orizzontale non superiore a 2250 lm, costituiti da sorgenti di luce con flusso totale emesso in ogni direzione non superiore a 1500 lm.
2) per le sorgenti di uso temporaneo che vengono spente entro le ore 20:00 nel periodo di ora solare ed le 22:00 nel periodo di ora legale.
3) sorgenti interne ed internalizzate.

 


Consulta la Legge Regionale 24 settembre 2003, n. 113